domenica, 22 novembre 2009





Piramidi


Tutto cede al peso.
Il tempo crolla, le sue pareti.
Piove sui capelli, le mani
si stancano, la voce invecchia.
Morbida tra i rovi
sa dire ancora le parole,
inutili discorsi di resistenza.

Gli occhi guardano
il già guardato, vedono i segni
dei percorsi, li rifanno a mente,
con poca memoria.

Mentre cedono,
resistono, mentre assistono
all'eterna commedia,
scorgono segni nascosti,
gesti diseguali per
illusione, abbracci serali
già vissuti: sembrano
scene d'amore.

(foto scattata in Egitto/2008)
postato da: tullia65 alle ore 15:41 | link | commenti (3)
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martedì, 17 novembre 2009

Non posso dirtelo

proteggimi


Quando diventammo nemici?
Smisi di fidarmi delle tue parole:
divennero pietre cave,
simboli bianchi.

Finita la parte
esaurito il ruolo,
concluse le vicende.

Allora ti dissi della casa vuota,
del silenzio nella culla,
della donna in fuga.

Quanta parte è rimasta
imprigionata alla realtà
tradita!

Non posso dirtelo,
ma l'ombra che
inseguiva la donna

ancora segue il passo,
e la culla vuota
s'è riempita di sole

e di radici.

postato da: tullia65 alle ore 20:21 | link | commenti (13)
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mercoledì, 04 novembre 2009

Civita



civita


Programmare un viaggio.
Vedersi già nel cuore di quel viaggio.
Uno spostamento minimale.
Strada da fare, ma meno di un tempo.
E' stanca di macinare chilometri.

La programmatrice di viaggi vorrebbe tornare dove è gia' stata.
Felice, infelice. Tempo prima.

Leggerebbe, scriverebbe, chiusa al mondo.
In quel posto - dove vuol ritornare - tira sempre vento.
L'ultima volta, in preda ad un dolore o ad un disamore, è stata lì e c'era il sole.

Nei vicoli il vento ululava ma il sole lo conficcava negli androni, lo schiacciava al suo volere.
In certi punti la rupe si faceva scoscesa e le case sembravano voler cadere giù, tra sassi e terra.
Civita sta in piedi per miracolo.
I vecchi ci tornano dalle grandi città, si mettono a guardare il vento ed il sole finchè gli occhi non bruciano.

Farebbe vedere ai ragazzi l'immagine del tempo bloccato, avvitato su di sè. A Civita è successo così.
Pareti bianche, cuscini, voci di bambini nella piazza.
Direbbe loro di andare, che è l'ora. Con le loro valigie di stoffa la seguirebbero, lei aprirebbe la strada.




postato da: tullia65 alle ore 20:50 | link | commenti (9)
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venerdì, 16 ottobre 2009

Ora e qui


vento



Che ore saranno
queste di un
tempo circolare:
ogni volta ritorni
al luogo di partenza.

Una linea retta svìa
la direzione, s'avvita:
non è parte nè tutto.

Ti porta il suono
di un nome ma
il nome è un inganno:
sempre una nota stonata
nel silenzio che avanza.

Che ore saranno,
queste strane
ore di giostre
e di cavalli: di
visi ritornati
di sorrisi.

In ogni dove oggi è ieri
e ieri è solo domani.


postato da: tullia65 alle ore 21:52 | link | commenti (10)
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domenica, 11 ottobre 2009

Io"E sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti ed assorbenti, cattivi e buoni, nobili e vili, ma mai di un sentimento duraturo, mai di un'emozione che continui ed entri nella sostanza dell'anima. Tutto in me tende ad essere senza interruzione un'altra cosa; un'impazienza dell'anima con se stessa come con un bambino inopportuno; un'iquietudine sempre crescente e sempre uguale. Tutto m'interessa e nulla mi prende".

                        Fernando Pessoa (Il libro dell'inquietudine)



postato da: tullia65 alle ore 21:44 | link | commenti (13)
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sabato, 10 ottobre 2009

A Benevento

stefania leonecort
Cort'
Ap

Aperitivi della relazionalità corta
per un'EcoVicinanza alle persone e al territorio

Proseguono, ogni sabato mattina, dalle ore 12.00 alle 14.00, gli aperitivi presso la Libreria Masone Alisei di Benevento.

Promossi da Art'Empori, Rete Arcobaleno, Tandem21-Quinua e GAS Arcobaleno, prevedono un aperitivo gratuito a base di prodotti bio e del commercio equo e solidale.

A differenza degli Art'Ap (aperitivi artistici e bio che proseguiranno con cadenza mensile), dove protagonista è un'artista locale, i Cort'Ap, agevolando ulteriormente l'orizzontalità dei processi culturali e la filiera corta delle relazioni sociali, prevedono, come protagonisti principali dell'evento, i frequentatori delle librerie indipendenti (aderenti ad Art'Empori) e i simpatizzanti delle associazioni ambientaliste e solidali beneventane. 

Questi cittadini, attori di uno stesso territorio, possono recuperare una capacità relazionale che si affranchi da quel verticismo di processi culturali, artistici ed emozionali che, impedendo una condivisione territoriale e una coesione sociale, dall'alto dei mass media e della grande industria, sponsorizza un'omologazione nei gusti artistici e negli stili di vita.

 


Durante il Cort'Ap di sabato, 3 ottobre, tra quelli che si sono attardati ai tavolini, ci si è confrontati sul viaggiare:
- come allargamento degli orizzonti soddisfacenti o come fuga da un quotidiano insoddisfacente?
- come inclusione dell'altro, anche se lontano, o come esclusione dell'altro, sebbene vicino?
- come fruizione consapevole del mondo o come fruizione condizionata dall'industria del turismo?
- come arricchimento di momenti di vivibilità o come sottrazione della vivibilità quotidiana ai residenti dei luoghi visitati?
- come ansia di un mondo migliore del proprio luogo o come incapacità a migliorare il proprio luogo?

Alla fine, nessun vincitore: senza citazioni dotte e senza l'esperto di turno, nessuna posizione è prevalsa sull'altra.
Sono prevalse, invece, la coesione e la contaminazione.
Quando ci siamo salutati, nessuno di noi era più lo stesso: eravamo tutti, di più, parte di una stessa comunità territoriale.

Alessio Masone

(Nelle foto, Stefania Leone, uno dei componenti di Art'Empori, ed un momento degli incontri presso la libreria Masone).



postato da: tullia65 alle ore 15:33 | link | commenti
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mercoledì, 07 ottobre 2009

Anna Politkovskaya


anna-politkovskaya-3-713646


Era nata nel 1958.

E' stata uccisa tre anni fa.

Mai trovato mandanti o killer.


Oggi è il giorno in cui fu trucidata.


E' anche il compleanno di Putin. Strani casi della vita.

Solo che lei era una grande.



Per non dimenticare.
postato da: tullia65 alle ore 20:03 | link | commenti (6)
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domenica, 27 settembre 2009

Narni - Festival della letteratura femminile 25/27 settembre 2009



Narni è invasa da un sole paradossale. Sale sulle torri, scivola nelle vie, si spalma sulle pareti dei palazzi.
Cammino protetta dai vicoli: Narni mi dà questo senso di protezione.
Le pareti annerite dal tempo, la geometria intatta delle pietre. Poco piu' avanti, in fondo alla strada, la chiesa dei domenicani, in restauro.
Sotto al pavimento della chiesa, le sale dove l'inquisitore torturava le sue vittime.

Le invitate al convegno parlano, con un fervore quasi religioso, di mondi opposti: gli spostamenti del femminile rispetto al prima, l'alterita' col maschio. Esther Basile è instancabile, ama cio' che fa: glielo si legge negli occhi.
Molti gli interventi interessanti.
Eppure.

Non sento alcuna contrapposizione con l'uomo di cui ho imparato a leggere, col tempo, fragilita' e contraddizioni. Non siamo meglio, non siamo peggio. Siamo e basta.

Altro da me è solo l'estraneo in cui non mi riconosco: Penelope che tesse la sua trama ed attende, per esempio.
Non mi è mai piaciuta, non la sopporto.

Sin dal mattino, ospiti del convento di Sant'Anna, si è parlato di alterita'.
E di letteratura di genere.
Ci sono femministe napoletane di cui apprezzo il piglio ed il vigore. Certo, la strada ce l'hanno spianata loro. L'hanno spianata a me, per dire che siamo uguali.
Ma loro ancora non ci credono.

Esiste, una letteratura di genere? Il dolore, il rimpianto, l'amore, hanno davvero un sesso, quando vengono raccontati e diventano parte del racconto del mondo?

Il pensiero delle donne diventa frutto di neuroni implosi, di una diversa cosmogonia. Non sono del tutto d'accordo.
Decostruire, piuttosto, un mito: quello dell'eterno femminino, equivalente all'anima negra o al 'carattere ebraico'.
La penso come la De Beauvoire.
E' ora di smetterla.

Piuttosto - vagheggio - imparare una reciproca disposizione all'amore. Essere amante - amare il maschio - come aspirazione al divino. Uno sbilanciamento fuori di sè che ci renda libere.

Mi piace l'intervento di Sandra Petrignani. Una donna seria ed incredibilmente seduttiva.
Leggo il suo
'Dolorose considerazioni del cuore', edito da Nottetempo.
Mi rivedo in molte pagine.

Eccone un pezzo:

"Poi se n'è andato. Non si ferma mai a cena. A me piace quando arriva e mi piace quando se ne va. Mi piace camminare sola fra le mie cose, nella penombra serale, nel silenzio che cala con la notte (...) col ricordo di un corpo che voleva il mio. Mi piace la mia vita e sedermi a scrivere senza la presenza di un'altra persona nella stanza accanto. Come fanno a sopportarsi le coppie? Con i loro rituali, gli eterni risentimenti, e tutto in nome di un'illusione, quella del possesso, come se davvero si potesse possedere un altro essere umano al di là del breve affanno dell'orgasmo (...).

(...) Questo pensavo dell'amore. Non ero portata per la condivisione, ero portata per le forti emozioni. Chi avrebbe potuto insegnarmi la tenerezza, non ne sapeva nulla, e nulla ne sapevano gli uomini che piacevano a me, così restavo prigioniera dell'impronta affettiva ricevuta nell'infanzia".
sandra petrignani(Nella foto, Sandra Petrignani)

postato da: tullia65 alle ore 20:33 | link | commenti (41)
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lunedì, 21 settembre 2009

Poesia scelta da Rita


Lautrec


All'unione di anime costanti io mai
porrò impedimenti: l'amore non è amore
se muta quando vede mutamenti,
o da chi si ritira inclina a ritirarsi.
Oh no, l'amore è un faro sempre fisso,
che sfida le tempeste e mai ne è scosso;
è la stella polare di ogni barca vagabonda,
in sè ignota pur se ne è nota la distanza

L'amore non è lo zimbello del Tempo, anche se rosee
labbra e guance sotto la sua falce dovran cadere;
l'amore non muta con i suoi brevi giorni,
ma resiste immutato fino all'ora del Giudizio.

                Se questo è falso e tale sia provato,
                io non ho mai scritto, nè mai nessuno ha amato.
 
                                              William Shakespeare
 
postato da: tullia65 alle ore 19:24 | link | commenti (5)
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giovedì, 17 settembre 2009

Ofelia

ofelia
Rubai per me
il destino dei solitari,
in case di finestre adornate;

sapevo del tempo che
strappa i cordoni
e tutto sottrae.

Sottrae la rosa, il profumo
e i fiori dai rami,
l'albero solitario
alle radici
e sarà
un vento notturno o un inchino,
il finale.

Rubai dunque -  per me -
il destino dei solitari,

sciolsi i nastri, sparsi la rosa,
e solo fu sangue a fluire:

come Ofelia,
risalivo dal fondo e navigavo.
postato da: tullia65 alle ore 19:46 | link | commenti (9)
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"La spiritualita' è il sognatore che si è risvegliato da tutti i suoi sogni". tulliabartolini@virgilio.it

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