Mentre guida, distratta, come sempre arriva un' illuminazione.
Esiste, in certe persone, una sensibilita' che impedisce di rimuovere le cose che accadono.
E' con questo che deve fare i conti, lei.
Deve saper gestire bene le memorie. La loro consistenza fangosa, che impedisce di volare.
E' un esercizio fondamentale, è la vera pratica.
E' la sola cosa da fare per andare avanti: tener dritta la testa dinanzi a sè e continuare il viaggio.
Smetterla di portare con sè un bagaglio di visioni infantili.
Puo' scartare i ricordi, inviarli in un deposito dove nè topi nè neuroni potranno mai andare e ripescarli.
Immagazzinarli. Accatastarli finche' non marciscano. Ripulire le ali dalla melma degli abbracci incerti.
Puo' e deve farlo.
Vivere l'oggi, tenere per sè solo l'umore di cose vissute, il loro senso, se c'è.
Lasciare la deriva di cio' che è stato, di cio'
per cui adesso è come è.
Imparare la tecnica.
La tecnica, gia'.