lunedì, 23 febbraio 2009

Il numero due


la casa

C'è una donna di fronte a lei che dice, la voce secca e forte: io non riesco a lasciarmi andare.
Lei invece osserva, e resta zitta.
Parlare non le piace, se non sa cosa dire.
E comunque, di solito, preferisce ascoltare.
Non è certa che stia andando tutto bene, pero' non ha paura.
Una cosa la sa: il mondo fuori non le interessa piu'.
Lo capta: arrivano rumori, clacson di auto, abbaiare di cani. Filtra una luce fredda, un pulviscolo che, a tratti, si fa amichevole.
Si è dimenticata del mondo.
Lo sa come se vedesse questa sua dimenticanza dall'esterno, quasi fosse la scena di un film con un altro protagonista, diverso da lei.
Avverte solo il freddo e vede la luce, scomposta in mille piccoli puntini, accarezzarla ad intervalli, morbida.
'Piano, chiudete gli occhi, seguite il sangue, che sale lentamente lungo le gambe, arriva al ventre, poi circonda come una carezza il vostro seno'.
Le dicono di visualizzare dei numeri. Li vede, ad occhi chiusi.
Il due no, non riesce.
Ci prova in tutti i modi, ma è come se quel numero la urtasse, le provocasse un fastidio terribile.
Poi scende in uno stato tra veglia e sonno in cui non sogna, ma vede.
Vede dunque il numero due ondeggiare dinanzi al cancello di una casa, fare due o tre giri, fermarsi luminoso proprio su quella soglia.
Vede poi una ragazza con i capelli lunghi e lisci, la fila centrale.
E' certa di essere lei, quella donna, che cammina a testa alta e lascia la casa, sorridendo.
Anche se non le assomiglia per niente.
E quel numero, che ondeggia alto sul cancello impenetrabile, le ricorda qualcosa che ha voluto dimenticare.
Ma è serena.
Non desidera piu' entrare in quella casa.
E' solo che - lei lo sa - in quella casa c'è l' uomo che ha amato.
E' lì , oltre quel cancello, dietro le mura di cinta, che la linea circolare del loro destino ha subito una deviazione e s'è biforcata.
Il due ondeggia luminoso davanti all'immagine della casa.
Il due è il numero che rappresenta le emozioni.
Il due.
postato da: tullia65 alle ore 21:10 | link | commenti (14)
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mercoledì, 18 febbraio 2009

al bar

Lui ha piu' anni di lei, un'aria anacronistica, gli occhi buoni.
Lei è in una fase della vita in cui non le importa piu', e questo la rende indifferente.
Si incrociano al bar, talvolta.
Lavorano in reparti diversi, in padiglioni distanti, pero' l'orario e' quasi sempre lo stesso.
Un giorno si è offerto di pagarle il caffè ed hanno iniziato a chiacchierare.
Così: del tempo, della folla, degli orari in reparto.
Il castano degli occhi di lui, quasi trasparente, l'ha come infastidita.
Era da tempo che non vedeva occhi di uomo così. Glielo direbbe, se avesse confidenza. Ma non vuole entrare nella vita di lui, contaminarsi.
Si vede che è solo, esattamente come lei. Si vede che ha sofferto. Lo immagina, di sera, ascoltare una musica che lo lasci in pace, al di fuori delle cose.
Lei ha avuto molti uomini, lui pochissime donne, lei ne è certa.
Puo' scorgerlo nei piccoli segni sul suo viso, negli sguardi che le manda; lo avverte nel tono di voce pacato, caldo, nello sguardo di uomo sprovvisto di uso di mondo.
Non vuole sedurla, vuole conoscerla.
E lei non sa.
Non sa piu' da tempo cosa voglia dire toccare il cuore di un altro essere umano.
Si accontenta di leggere nei segni,  senza spingersi oltre.
Dovrebbe raccontargli - perchè ad un uomo così si deve  - tutto il fango delle sue passioni di prima.
Tutte le cadute, e le sere.
E degli uomini interessanti che le hanno invaso la vita, senza amare nè lei, nè la sua vita. Dovrebbe dirle da quanto tempo si senta sola, nell'odore di un'altra pelle.
Dovrebbe chiedergli se legge anche lui nei segni, e cosa cerchi veramente.
Invece lui la guarda con occhi buoni.
Non le ha nemmeno chiesto se è libera.
Non gli importa.
Ed oggi le ha domandato se è mai stata ad Amsterdam.
La tazzina scotta, qualcuna la urta, qualche goccia di caffè le si rovescia sul camice.
Lui si protende, con una smorfia della bocca, come per proteggerla.
'No, non la conosco'.
Gli avventori schiamazzano, lui la guarda come da dentro un incavo del tempo.
Ha gli occhi buoni, un'aria di molto tempo fa.
Si guardano  a lungo, protetti  da una bolla d'aria trasparente.
Ora, piu' dentro al mondo.

«Sono già due mesi ormai che Omero è morto. Credevo che  se ne fosse fatta una ragione anche perché mi aveva detto che non aveva intenzione di prendersi un nuovo gatto in futuro e  invece, ieri sera, mi ha telefonato per dirmi che sotto al portone ne aveva trovato uno, piccolo, scheletrico che le ha fatto tenerezza perché continuava a piangere. Non le è sembrato vero. Ovviamente se l’è portato a casa… No,  non ci vedo nulla di strano se non fosse per il fatto che voleva sapere da me se era possibile che Omero si fosse incarnato in questo gattino dal momento che quando lo accarezza alza la coda  allo stesso modo. Come se se non facessero così  tutti i gatti quando li accarezzi. Per tutta risposta mi ha detto che vuole andare da una maga per scoprirlo. Non so più che fare. Da una maga, capisci. Mi viene una rabbia. Ma come è possibile che una donna intelligente come lei si riduca così?…  Non conoscevi una volta un medico al Gemelli? Che fine ha fatto?.. E’ andato in pensione… Sì, ma uno bravo vuoi che non si trovi? E’ possibile che in tutta  Roma non ci sia un neurologo da cui portarla? Non serve un neurologo, dici? E allora che serve? Ma figurati, uno psicanalista. Non credo proprio che faccia il suo caso. Non ce la vedo, sdraiata su un lettino a parlare liberamente di sé. Lo, lo so che adesso molte cose sono cambiate ma la sostanza è sempre la stessa. Non credo, ti ripeto che il tutto si possa risolvere parlando. No, lo so anch’io che imbottirla di farmaci è peggio. E allora dimmi che devo fare? »  *


E' stato lui a consigliarle di rivolgersi ad A. Quello con gli occhi buoni, del reparto di neurologia.
Quello che vedeva sempre al bar, senza vederlo mai.


*Antonio Carbone, scrittore


 
postato da: tullia65 alle ore 12:16 | link | commenti (42)
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sabato, 14 febbraio 2009

E' un fuoco vivo, quale non ho mai visto. F.K.


Franz e Milena


Franz e Yair, ovvero della paura di amare.

"E' un fuoco vivo, quale non ho mai visto" (Franz Kafka su Milena).

 

Sara’ stato lo stesso del ritratto della Wulz.

Il viso di lei, voglio dire, com’era quando lui la vide, nel cortile della

scuola (...).

Ma di certo Grossman deve aver pensato a Franz Kafka nel momento stesso in cui

ha deciso di scrivere ‘Che tu sia per me il coltello’ (frase tratta, appunto, da

una lettera di Franz a Milena Jesenska) per raccontare la paura di amare.

E per dire, ancora,‘quanto coraggio occorra per toccare veramente l’anima – ed

il corpo- di un altro essere umano’.

Il romanzo racconta una storia d’amore muovendosi da un altro amore, o meglio

dalla sospensione della parola ‘ti amo’ che fu di Kafka e che, nel romanzo,

è anche del protagonista maschile, Yair.

La difficolta’ di esserci veramente diviene centrale al racconto.

Myriam non è Milena, la donna che Kafka frequento’, amica di Max Brod ed,

assieme a quest’ultimo, tra le poche persone che lo compresero a fondo.

Non ha, e non vuole avere, l’impeto vitale della Jesenska.

Yair le scrive: ‘E’ stata la tua ferita ad attrarmi, quel tuo sorriso da

campagna elettorale’.

A Grossman interessa Yair (Kafka), ed è lui che parla, attraverso quasi tutto il

romanzo.

Lei appare nelle pagine successive all’addio, raccolte in un diario, che sono

una resistenza all’addio stesso.

Ma Myriam – piu’ mite, delicata di Milena - c’è, e vibra, soprattutto nei

termini che usa, nel racconto della sua vita, nelle frasi che Yair riporta nelle sue

missive.

‘Ti ho vista l’altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in

disparte, forse non potevi vedermi (…). Se mi devo spiegare, allora è tutto

inutile: non sentirti in dovere di rispondere, probabilmente mi sono sbagliato

sul tuo conto. Ma se sei tu, quella che ho visto stringersi nelle braccia con un

cauto sorriso, credo che capirai ‘ (così Grossman).

Anche in Franz troviamo questo rifugio nella fantasia, proprio quando la

realtà sembra farsi stringente e necessita di una presa di posizione.

L’incontro con Milena fu deciso dal destino. Ma lei era tenace, insistente.

Franz cedette, sedotto da una vitalità che non gli apparteneva.

La salute appariva spesso al centro dei loro discorsi. ‘Sono malato di mente’,

le scrisse una volta, ‘la malattia polmonare è soltanto uno straripare di quella

mentale’.

Dopo averne tanto parlato (‘è il caso’ – ‘forse no’- ‘è assolutamente

indispensabile’ – ‘temo di deluderti’), decisero di incontrarsi.

A Franz non sfuggiva certo il fatto che Milena fosse sposata e che il loro

avesse tutte le caratteristiche di un amore impossibile.

Nel romanzo di Grossman, Yair non ha mai il coraggio di incontrare Myriam.

Non è nella carne, che desidera amare. 

Inutilmente lei cerca di scuoterlo, di riportarlo alla vita vera. E’ innamorata.

Quando lui, spaventato, le dice che non le scrivera’ piu’, Myriam si chiude

in un silenzio ostinato che fa eco all’abbandono di lui.

Non crede piu’ alla forza delle parole. I fatti, che non sempre la

scrittura riesce ad esprimere, hanno smentito l’immaginario: bisogna

elaborare il lutto.

Lo stesso accadde a Milena, che si trovò dinanzi ad un uomo che non c’era, nè

poteva esserci (‘Desiderio di un sonno profondo che risolva di piu’. Il bisogno

metafisico non è che bisogno di morte (…)’. Così abbandonato da me, da tutto.

Rumore nella stanza vicina’, dai ‘Diari’).

Ed ancora, dolorosamente: ‘È all'incirca come quando uno, prima di ogni

passeggiata, dovesse non solo lavarsi, pettinarsi ecc - già questo costa fatica

ma siccome prima di ogni passeggiata gli mancano sempre tutte le cose

necessarie, dovesse anche cucirsi il vestito, farsi le scarpe, fabbricarsi il

cappello, tagliare il bastone e così via’.

Milena dunque cede, comprende. La vita che verrà dopo, e che la riguarderà,  

sarà storia altra: finira’ i suoi giorni in un campo di concentramento.

Anche Myriam è costretta ad arrendersi dinanzi alla ferita di Yair.

‘Chi è quest’uomo? Temo che non mi permetterà più di scoprirlo. Posso solo

indovinare che è tutto quanto insieme: adulto e bambino , uomo e donna, morto e

vivo, e molte altre cose e molte altre persone – ma riuniti insieme, senza le

divisioni artificiali e violente che esistono dentro di lui’ (pag.299).

Eppure qualcosa accade, alla fine.

Qualcosa che li unira’e li costringerà a riconoscere quel bambino il cui

cuore batte e si dispera dentro di loro.


                                                                                                                        T.B.
postato da: tullia65 alle ore 11:08 | link | commenti (29)
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martedì, 10 febbraio 2009

Giovedì 12 febbraio, presso il Bar Massimo 2, a Benevento, si terrà l'incontro dibattito 'Un caffè...nel deserto'.

Il dibattito è organizzato dall´ Associazione culturale "Parliamone", ed affronta il tema dell'informazione nel Sannio attraverso le esperienze significative di alcune voci femminili del nostro giornalismo.
Introduce l´ incontro-dibattito Rossella Del Prete, modera Vittoria Principe.


Relatrici saranno giornaliste che si sono particolarmente distinte in termini di idee e progettualità.

I cittadini sono invitati....

 

postato da: tullia65 alle ore 20:45 | link | commenti (15)
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sabato, 07 febbraio 2009

NASCE ART'EMPORI

Art’Empori


persone consapevoli in librerie, gallerie d’arte, negozi di musica

 

art_empori@yahoogroups.com

Contro l’omologazione della cultura e delle arti.

Per una condivisione orizzontale di temi letterari, teatrali, cinematografici, musicali e artistici.

 

i soggetti

La comunità unisce, nella provincia di Benevento:

- visitatori e visitatrici di quelle librerie, gallerie d’arte e negozi di musica che operano in modo sostenibile, in quanto locali e indipendenti da franchising e da centri commerciali;

-  librai, galleristi e negozianti musicali, se sostenibili;

-  autori, autrici e artisti locali indipendenti da finanziamenti pubblici e dalle istituzioni pubbliche;

-  editori locali sostenibili, in quanto pubblicano senza contributo economico degli enti pubblici e degli autori.

 

temi

Una rete per condividere esperienze di letteratura, teatro, cinema, musica e arte,  in modo sostenibile, orizzontale e non omologato, tutelando la biodiversità dei gusti artistici, delle istanze sociali e delle identità locali.

 

 obiettivi relativi ai processi culturali

Un linguaggio che riscopra la semplicità di fare appello alla propria esperienza.

Una comunicazione creativa che non si preoccupi delle mode per mediare contenuti ritenuti, comunque, importanti.

Una cultura che, calata nella realtà quotidiana, consideri le esigenze dell’ecosolidarietà e la responsabilità sociale del consumatore.

 

obiettivi relativi al territorio

Una rete provinciale di frequentatori di esercizi commerciali culturali sostenibili.

Una rete provinciale di operatori culturali e artistici indipendenti.

Una rete provinciale di operatori economici culturali sostenibili.

 

strumenti

Strumenti di condivisione e aggregazione, a beneficio degli iscritti:

lista di discussione on line (art_empori@yahoogroups.com);

- sito blog on line (www.artempori.wordpress.com); 

la promozione di eventi;

- una redazione editoriale che, coinvolgendo i soggetti aderenti alla rete, pubblichi libri e periodici cartacei o on line.

 

la rete degli art’empori sostenibili

All’iniziativa aderiscono i seguenti servizi commerciali sostenibili:

Libreria Fiorentino - Art&books - Benevento

Libreria Masone Alisei - Benevento

Libreria Milleunlibro - Montesarchio

Libreria Almayer - Morcone

Libreria The Dreamers - San Giorgio del Sannio

Galleria d’arte xxxxxx

Emporio musicale xxxxxxxx

Edizioni Alisei - Benevento

 

la rete dei presidi connessi a art’empori

Rete Arcobaleno di economia ecosolidale;

FuoriLuogo (Comitato per la città sostenibile - Associazione editrice);

Benevento Km Zero – Movimento di filiera corta per il commercio di vicinato e per le produzioni locali.


CHIUNQUE VOLESSE ESSERE DEI NOSTRI, DEVE SOLO ISCRIVERSI AL SITO o inviarmi una mail per aggiungere il proprio nome alla mailing list.

postato da: tullia65 alle ore 09:58 | link | commenti (38)
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lunedì, 02 febbraio 2009

La scatola nera

lettere

Alec:  " ...Vado a letto ogni sera alle dieci e dormo senza sogni. Le mie passioni si sono spente tutte. Donne e uomini, denaro, potere e celebrità: tutto mi ispira squallore. Solo ogni tanto vado a fare quattro passi tra concetti e idee. Leggo trecento pagine al giorno. Ecco tutto, Ileana".

Ileana : " Mio marito Michel è una persona rara. Non ho mai conosciuto nessuno come lui (...). Se davvero abbiamo una vita dopo la morte, se davvero si arriva in qualche mondo dove non esiste la menzogna, Michael sarà mio fratello, laggiù.
Mentre tu sei stato e resti mio marito. Il mio signore: per sempre. Nella vita che verra' dopo la vita, Michel mi prenderà sottobraccio e mi condurrà al baldacchino per la cerimonia nuziale con te. Tu sei il signore del mio odio e del mio spasimo (...). Come una schiava dipendo da te. Ho amato il mio signore, non voglio essere affrancata.
Ma tu non hai dimenticato, Alec empio asceta. Non puoi ingannarmi. Il tuo silenzio per me è trasparente come le tue lacrime. Il sortilegio che ho scagliato contro di te ti sta smangiando sino alle ossa...(...).
Ora dimmi: perchè mai ti ho scritto queste cose già dimenticate? Per grattare vecchie cicatrici? Per mettere invano il dito nelle nostre piaghe? Per decifrare la scatola nera?"

Alec (dagli appunti): "E così, con la bava alla bocca, combatte contro tutto il mondo del presente in nome del passato e del futuro...Altrimenti il presente lo prende alla sprovvista, altrimenti viene sviato. Il suo castigo: l'inguaribile terrore delle ombre del tradimento in ogni direzione. Ombre sfuggenti anche nelle cantine della sua stessa anima. Il diavolo s'infila ovunque".

Ileana: "Al mondo esiste la felicità, Alec, ma la sofferenza non è il suo contrario, è solo il sentiero erto lungo il quale si passa carponi diretti alla cima boschiva inondata di un pallido chiaro di luna, che ci chiama ed aspetta.

Non dimenticare".

Amos Oz ( 1987)
postato da: tullia65 alle ore 22:33 | link | commenti (20)
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"La spiritualita' è il sognatore che si è risvegliato da tutti i suoi sogni". tulliabartolini@virgilio.it

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