Se ne stava davanti al camino, con la pioggia indecisa che veniva giu' e tamburellava sui davanzali.
Ascoltava i discorsi della sua infanzia, per nulla cambiati.
Era quella la visione del mondo familiare che sempre le era parsa estranea, ed oramai di piu'.
Invecchiavano tutti, anche lei. Li vedeva intorno, gli zii. Quelli rimasti.
Non si riconosceva piu' in nessuna immagine ereditata.
Gli anni - come i nomi, i cognomi, i volti degli altri - avevano smesso di imprigionarla.
Di questo era certa.
Non sarebbe diventata come loro.
Con costanza, con ardimento, aveva evitato di cadere in un proscenio di matrimoni mal sopportati e tradimenti sperati, di solitudini condivise secondo protocollo.
L'aveva avvertita da bambina, quella estraneita'.
La solitudine immensa, nei luoghi familiari.
Ora pioveva, e lei si intabbarrava nel suo cappottino di tela sottile.
Non andava via, se ne stava seduta.
Le prime rughe le segnavano la fronte.
Osservava il fuoco scoppiettare, se ne stava in silenzio.
Provava ad immaginare, mentre le voci si facevano sempre piu' lontane, l'altra strada, quella che da sempre si apriva davanti a lei
mentre la percorreva.
Della quale - sempre - non avrebbe saputo dire come, nè dove.
Di certo nessuna sopportazione. Piuttosto, il tentativo di un mondo popolato di suoni leggeri, come una pioggia.
Chi voleva avrebbe potuto.
Chiedere di lei, fare un pezzo di strada assieme.
Andar via. Nessun vincolo in nessun altro essere umano.
Rivedeva certi sguardi di uomini, le loro parole, le promesse.
Nel fuoco scoppiettante ogni segno si disperdeva.
Non era rimasto nulla, dei fuochi.
Solo una fiamma ardente, al centro di se stessa.
Come per una felicita' scoperta e poi celata.
Come una donna bellissima che se ne sta di spalle.
Solitaria.