
Pare che fosse basso di statura, ma che avesse un volto magnetico. Insomma, era bello.
Il sorriso, soprattutto, era pieno di bonomia.
Sapeva tender trappole così bene da non cader mai in quelle degli altri.
E' vero, era il nipote di Cesare. Che, però, aveva un figlio naturale di sangue misto, Cesarione.
Lo fece uccidere, quel ragazzetto, chè non venisse in mente a nessuno che il vero erede del trono di Cesare potesse essere lui.
Non si può governare con preoccupazioni continue.
Era ben voluto, in Senato.
I Senatori, d'altronde, erano tutti uomini suoi; ma, in Senato, vi si recava comunque armato di spada, con la corazza sotto la tonaca, ben circondato da fedelissimi muniti di coltelli.
La storia dello zio insegnava a non fidarsi.
E ad imporre la monarchia fingendo che si trattasse di una repubblica.
Cesare era stato troppo diretto, sincero. Ed aveva commesso il passo falso di liberarsi della guardia ispanica, per dimostrare che non temeva nulla, non essendo un dittatore.
Era un grande 'self made man'.
S'era fatto da solo, con lucidità, sguardo acuto, perseveranza.
Anche il seno offerto da Cleopatra alla morte di Antonio lo aveva lasciato del tutto indifferente.
Si circondava di poeti, scrittori, artisti: servivano a far propaganda di sè e della sua immagine.
Li lusingava e li pagava bene. Il detto 'carmina non dante panem' non era corretto, sotto il suo regno.
Lui era il contrario di ciò che appariva: buono, magnanimo, dal cuore nobile ed equo.
Faceva credere a cio' che non era.
Ma il popolo non vuole, non chiede che questo.
"Ho recitato bene la mia parte?", chiese retoricamente prima di morire.
Era sempre stato un uomo malaticcio, ma il destino era stato buono, con lui, regalandogli una vita lunga.
La storia insegna, a chi vuol vedere, i suoi corsi ed i ricorsi.
Il popolo rinuncia volentieri alla sua libertà, per la sicurezza.
Che tutti mangino, e che pochi imperino, prendendo per sè privilegi e potere assoluto.
Speriamo che non impongano di chiudere i blog.
Augusto lo avrebbe fatto.