giovedì, 28 maggio 2009


nei sentieri estivi

Ieri sera, in un film, lei che dice a lui: 'Ma tu non hai mai avuto una meta?'.
E lui, a lei: 'No, così mi sono risparmiato la delusione di non riuscire ad arrivare dove volevo'.
Ed io avrei aggiunto: 'La delusione di arrivarvi senza sapere se era la mia meta, o un traguardo imposto'.
Trovo molto dolci le parole, ormai, di un poeta maledetto, credo Baudelaire: 'Nei sentieri estivi andrò/punto dai grani'.
Cosa significa avere una meta che non riguardi la centralità della propria anima?
Avere una meta è, appunto già un avere.
Questa strada non mi appartiene piu' da molto tempo.
So bene che.
Nel non avere c'è un sicuro rifugio al dolore.
Nell'appartenere a se stessi c'è la vera gioia.
Che amare senza scopo è amare veramente.
Il resto è regno dell'apparire, del giudicare, dell'essere giudicati.
E' la terra di mezzo del compromesso, della vera solitudine, del fingere che.
Passavo, stasera, tra fiumane di persone: i ciclisti pedalavano nella loro corsa.
Un'ondata di energia mi ha colpita come uno schiaffo.
Questo siamo: energia in movimento.
'Nei sentieri estivi andro'...'.
postato da: tullia65 alle ore 20:09 | link | commenti (11)
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domenica, 24 maggio 2009

Osho

Pochi attraversano il fiume. I più sono arenati su questa sponda. Corrono avanti ed indietro.

Ma l'uomo saggio abbandona la propria casa , per cercare la felicità su strade impervie. Liberato dal desiderio, liberato dalla possessività, dalle zone oscure del cuore.

Egli gioisce immensamente della propria libertà.

In questo mondo, l'uomo saggio diventa egli stesso una luce, pura, brillante, libera.

al di là del fiume

Foto di Reza Khatir

postato da: tullia65 alle ore 09:58 | link | commenti (13)
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giovedì, 21 maggio 2009

Aung San Suu Kyi

Dopo 13 anni di detenzione, Il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi è stata incarcerata di nuovo su accuse inventate dal brutale regime birmano. Lancia un appello al Segretario Generale delle Nazioni Unite per assicurare il suo rilascio e quello di tutti i prigionieri politici:

Firma la petizione
La leader della democrazia birmana e vincitrice del premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, è stata arrestata in base a nuove accuse inventate , proprio pochi giorni prima che scadessero i suoi 13 anni di detenzione. Lei e migliaia di monaci e studenti sono stati imprigionati per aver coraggiosamente sfidato il brutale regime militare con appelli pacifici per la democrazia.

Mettendo a repentaglio la propria incolumità per parlare in favore dei propri amici imprigionati, gli attivisti birmani stanno domandando il rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici e fanno appello a tutto il mondo perché li aiuti. Abbiamo solo sei giorni per inviare al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon una valanga di firme a sostegno della petizione chiedendogli di rendere il loro rilascio una priorità urgente – può farne una condizione per un rinnovato impegno internazionale.

Segui il link per firmare la petizione, e inoltra questa email ai tuoi amici per assicurare che Aung San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici siano liberati. Gli attivisti birmani presenteranno la petizione globale ai media il 26 maggio: :

http://www.avaaz.org/it/free_aung_san_suu_kyi

Il 14 maggio, Aung San Suu Kyi è stata arrestata e tradotta in carcere con l’accusa di essere in connessione con un uomo americano che presumibilmente si è introdotto furtivamente nel complesso in cui si trova trattenuta a Yangon. Le accuse sono assurde -- sono i militari birmani, che ora l’accusano di aver violato gli arresti domiciliari, ad essere responsabili della sicurezza del complesso. Sono un pretesto per tenerla detenuta fin dopo le elezioni che si terranno nel 2010.

Il regime birmano è noto per la sua feroce repressione di ogni minaccia al completo controllo militare – migliaia sono in carcere in condizioni disumane e privi di cure mediche, ci sono continui abusi dei diritti umani, una violenta repressione dei gruppi etnici, ed oltre un milione sono stati costretti a cercare rifugio oltre confine.

Quella di Aung San Suu Kyi è la più grande minaccia al potere della giunta. La sua leadership morale del movimento democratico e la sua eredità della grande vittoria elettorale nelle elezioni del 1990 significano che è l’unica figura in grado di sopraffare i militari nelle elezioni del prossimo anno. E’ stata detenuta numerose volte dal 1988 – agli arresti domiciliari senza alcun contatto con il mondo esterno. Ma questa nuova scandalosa detenzione nella famigerata prigione Insein priva di cure mediche può essere molto pericolosa perché è seriamente malata.

Le fonti dicono che il regime militare teme questo appello online unificato e massiccio all’ONU -- oltre 160 gruppi di solidarietà ed esiliati birmani in 24 paesi stanno partecipando alla campagna. E il Segretario Generale e i principali attori della scena internazionale che cercano di impegnarsi nuovamente con il regime birmano, possono influenzare il destino di questi prigionieri. La scorsa settimana il Segr etario Generale Ban Ki Moon ha detto:” 'Aung San Suu Kyi e tutti coloro che hanno un contributo da dare al futuro del loro paese devono essere liberati”. Inondiamolo con un appello globale affinché metta in pratica urgentemente le proprie parole e ponga fine agli arresti e alla brutalità:

http://www.avaaz.org/it/free_aung_san_suu_kyi

Come per il rilascio di Nelson Mandela dopo anni di prigionia in Sud Africa, la libertà di Aung San Suu Kyi dopo anni di ingiusta detenzione, porterà un nuovo inizio alla Birmania e speranza per la democrazia. Questa settimana potrebbe essere il momento storico per il cambiamento – rimaniamo uniti dietro Aung San Suu Kyi e questi coraggiosi uomini e donne chiedendo il loro rilascio adesso!

 
postato da: tullia65 alle ore 21:18 | link | commenti (17)
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lunedì, 18 maggio 2009

Ottaviano Augusto



augusto
Pare che fosse basso di statura, ma che avesse un volto magnetico. Insomma, era bello.

Il sorriso, soprattutto, era pieno di bonomia.
Sapeva tender trappole così bene da non cader mai in quelle degli altri.

E' vero, era il nipote di Cesare. Che, però, aveva un figlio naturale di sangue misto, Cesarione.
Lo fece uccidere, quel ragazzetto, chè non venisse in mente a nessuno che il vero erede del trono di Cesare potesse essere lui.
Non si può governare con preoccupazioni continue.

Era ben voluto, in Senato.
I Senatori, d'altronde, erano  tutti uomini suoi; ma, in Senato, vi si recava comunque armato di spada, con la corazza sotto la tonaca, ben circondato da fedelissimi muniti di coltelli.
La storia dello zio insegnava a non fidarsi.
E ad imporre la monarchia fingendo che si trattasse di una repubblica.
Cesare era stato troppo diretto, sincero. Ed aveva commesso il passo falso di liberarsi della guardia ispanica, per dimostrare che non temeva nulla, non essendo un dittatore.

Era un grande 'self made man'.
S'era fatto da solo, con lucidità, sguardo acuto, perseveranza.
Anche il seno offerto da Cleopatra alla morte di Antonio lo aveva lasciato del tutto indifferente.
Si circondava di poeti, scrittori, artisti: servivano a far propaganda di sè e della sua immagine.

Li lusingava e li pagava bene. Il detto 'carmina non dante panem' non era corretto, sotto il suo regno.
Lui era il contrario di ciò che appariva: buono, magnanimo, dal cuore nobile ed equo.
Faceva credere a cio' che non era.
Ma il popolo non vuole, non chiede che questo.

"Ho recitato bene la mia parte?", chiese retoricamente prima di morire.
Era sempre stato un uomo malaticcio, ma il destino era stato buono, con lui, regalandogli una vita lunga.

La storia insegna, a chi vuol vedere, i suoi corsi ed i ricorsi.
Il popolo rinuncia volentieri alla sua libertà, per la sicurezza.
Che tutti mangino, e che pochi imperino, prendendo per sè privilegi e potere assoluto.

Speriamo che non impongano di chiudere i blog.
Augusto lo avrebbe fatto.
postato da: tullia65 alle ore 18:31 | link | commenti (15)
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giovedì, 14 maggio 2009


in cammino


Sa bene che la libertà non esiste se non dentro di sè.
Si guarda intorno. Nella sala riunioni è tutto un parlare di cose che non sono.
Un essere diversi (il vestito, la voce, le parole) da cio' che si vorrebbe.
Si affannano tutti a dire di sì, a render conto.
Ad un tratto si chiede cosa ci faccia lei lì, col tailleur blu, le scarpette col tacco.
Ad annuire sorridendo all'imbonitore di turno, che ha pure un suo fascino, perchè gestisce la massa.
A nessuno - se non a se stessa - puo' importare delle battaglie che ha fatto.
Nessuno quantifica  i prezzi che lei ha pagato, e perchè dovrebbe?
Se ha lottato e contro quali mulini a vento; se ha camminato nella controra in strade deserte, se il letto vuoto del corpo di lui ha aperto falle incolmabili.
Quando esce il sole l'avvolge come una bandiera.
L'accarezza, la protegge. Tutti i canali sono aperti, respira, ma qualcosa scricchiola, come un fallimento, nel suo cuore.
In strada fa caldo, la gente rallenta il passo,  quasi facesse ala intorno al suo passaggio solitario.
Lei non vede che le ombre dei passanti, non sente che un'eco vuota intorno a sè.
Non poteva farla franca contro un sistema che è piu' forte.
Non tutto è riuscito, non ancora, almeno.
Si vede riflessa nelle vetrine.
Un chiaroscuro sotto agli occhi, i capelli come un'aureola, lo stesso passo di quand'era ragazza.
E' ancora una ragazza.
Sul fondo verde del suo sguardo si muovono piccoli serpenti pronti alla lotta.
Il sole la protegge.
Lunga e' la strada.
postato da: tullia65 alle ore 20:56 | link | commenti (4)
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sabato, 09 maggio 2009

LEZIONI DI PIANO 2
Temo un uomo dal discorso frugale -
temo un uomo silenzioso -
l'arringatore - posso sorpassare -
il chiacchierone intrattenere.

Ma colui che pondera - mentre gli altri
spendono l'ultima lira -
di quest'uomo - diffido -
temo ch'egli sia grande.

E.Dickinson
postato da: tullia65 alle ore 20:02 | link | commenti (14)
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"La spiritualita' è il sognatore che si è risvegliato da tutti i suoi sogni". tulliabartolini@virgilio.it

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