Programmare un viaggio.
Vedersi già nel cuore di quel viaggio.
Uno spostamento minimale.
Strada da fare, ma meno di un tempo.
E' stanca di macinare chilometri.
La programmatrice di viaggi vorrebbe tornare dove è gia' stata.
Felice, infelice. Tempo prima.
Leggerebbe, scriverebbe, chiusa al mondo.
In quel posto - dove vuol ritornare - tira sempre vento.
L'ultima volta, in preda ad un dolore o ad un disamore, è stata lì e c'era il sole.
Nei vicoli il vento ululava ma il sole lo conficcava negli androni, lo schiacciava al suo volere.
In certi punti la rupe si faceva scoscesa e le case sembravano voler cadere giù, tra sassi e terra.
Civita sta in piedi per miracolo.
I vecchi ci tornano dalle grandi città, si mettono a guardare il vento ed il sole finchè gli occhi non bruciano.
Farebbe vedere ai ragazzi l'immagine del tempo bloccato, avvitato su di sè. A Civita è successo così.
Pareti bianche, cuscini, voci di bambini nella piazza.
Direbbe loro di andare, che è l'ora. Con le loro valigie di stoffa la seguirebbero, lei aprirebbe la strada.